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日志


10月26日

Pensieri di un'Anima...

 

Eccovi una piccola pièce che amo moltissimo... E' un'Operetta Morale rimaneggiata e semplificata da me (con mille scuse a Giacomo Leopardi), un tentativo di renderla più fruibile e scorrevole... Mi piacerebbe metterla in scena... un giorno... e chissà che non mi salti il grillo di farlo...

 

 

Natura. Va’, figliuola mia prediletta, che tale sarai considerata e chiamata per lungo ordine di secoli. Vivi, e sii grande e infelice.

 

Anima. Che male ho commesso prima ancora di vivere, perché tu mi condanni a tale pena?

 

Natura. Che pena, figliuola mia?


Anima. Non mi prescrivi tu di essere infelice?


Natura. Ma soltanto perché voglio che tu sia grande, e non è possibile questo senza quello. Inoltre tu sei destinata a dare vita ad un corpo umano; e tutti gli uomini per necessità nascono e vivono infelici.


Anima. Ma al contrario sarebbe ragionevole che tu provvedessi in modo che essi fossero felici; oppure, non potendo far questo, ti converrebbe evitare di porli al mondo.


Natura. Né l'una né l'altra cosa è in mio potere, poiché devo sottostare al Fato, il quale dispone diversamente, qualunque ne sia la ragione, che né tu né io possiamo comprendere.

Ora, dal momento che tu sei stata creata e disposta a vivificare una persona umana, nessuna forza, né mia né d'altri, è potente a scamparti dall'infelicità comune degli uomini.

Ma oltre a questa infelicità, ne dovrai sopportare una tua propria, e maggiore assai, per l'Eccellenza della quale io t'ho fornita.


Anima. Io non ho ancora appreso nulla, dal momento che comincio a vivere in questo istante: e quindi non ti capisco.

Ma dimmi, Eccellenza e Infelicità straordinaria sono sostanzialmente la stessa cosa? O, se sono due cose diverse, non le potresti tu scompagnare l'una dall'altra?


Natura. Nelle anime degli uomini, e proporzionatamente in quelle di tutti i generi di animali, si può dire che l'una e l'altra siano quasi la stessa cosa, perché l'Eccellenza delle anime comporta maggiore intensità della loro vita, la qual cosa porta a sentire maggiormente l'Infelicità propria, che è come se io dicessi maggiore Infelicità.

Allo stesso modo, l’Eccellenza delle anime porta con sé un maggiore amor proprio, sotto qualunque volto esso si manifesti: la qual maggioranza di amor proprio comporta maggior desiderio di Beatitudine, e quindi maggiore scontento e affanno di esserne privi, e maggior dolore delle avversità che sopravvengono.

Tutto questo è contenuto nell'ordine originario ed eterno delle cose create, il quale io non posso alterare.

Oltre a questo, la finezza del tuo proprio intelletto, e la vivacità dell'immaginazione, ti impediranno in larga parte di essere padrona di te stessa.

Gli animali bruti usano agevolmente ai fini che si propongono ogni loro facoltà e forza. Ma gli uomini rarissime volte lo fanno, impediti in genere dalla ragione e dall'immaginazione, le quali creano mille dubbi nelle decisioni e mille ritegni nelle azioni. I meno adatti o meno abituati a ragionare e pensare, sono i più veloci nel decidere e i più efficaci nell'agire. Ma le tue pari, rivolte continuamente in loro stesse e come soverchiate dalla grandezza delle proprie facoltà (e quindi impotenti di se stesse), soggiacciono il più del tempo all'irresoluzione, tanto nel decidere quanto nell’agire. E questo è uno dei maggiori tormenti che affliggano la vita umana.

Aggiungi che, per l'Eccellenza delle tue qualità, trapasserai facilmente e in poco tempo. Inoltre ti riuscirà sempre o impossibile o enormemente difficile apprendere o mettere in pratica moltissime cose inutili in sé, ma necessarissime al conversare cogli altri uomini; le quali vedrai nello stesso tempo esercitare perfettamente ed apprendere senza fatica da mille ingegni, non solo inferiori a te, ma spregevoli in ogni modo.

Queste ed altre infinite difficoltà e miserie occupano e circondano gli animi grandi. Ma esse sono ricompensate abbondantemente dalla fama, dalle lodi e dagli onori che frutta a questi egregi spiriti la loro grandezza, e dalla durevolezza del ricordo che essi lasciano di sé ai loro posteri.


Anima. Ma codeste lodi e codesti onori che tu dici, li avrò io dal cielo, o da te, o da chi altro?


Natura. Dagli uomini: perché nessun altro che essi li può dare.


Anima. Ora vedi, io penso che non sapendo fare quello che è necessarissimo, come tu dici, al conversare cogli altri uomini (e che riesce facile persino ai più poveri ingegni), io sarò vilipesa e fuggita, non che lodata, dai medesimi uomini; o certo vivrò sconosciuta a quasi tutti loro.


Natura. A me non è dato prevedere il futuro, né quindi anche preannunciarti infallibilmente quello che gli uomini faranno e penseranno di te mentre sarai sulla terra.

Ben è vero che, dall'esperienza del passato, io traggo per lo più che essi ti debbano perseguitare con l'Invidia, la quale è un'altra calamità cui solitamente vanno incontro le anime eccelse, ovvero ti opprimeranno col dispregio e la noncuranza. Oltre che la stessa sorte, e il caso medesimo, sogliono essere nemici delle tue simili.

Ma subito dopo la morte, o al più di lì ad alcuni anni, tu sarai celebrata e levata al cielo, non dirò da tutti, ma, se non altro, dal piccolo numero degli uomini di buon giudizio. E forse le ceneri della persona nella quale tu sarai dimorata, riposeranno in sepoltura magnifica; e le sue fattezze, imitate in diversi modi, andranno per le mani degli uomini; e saranno descritti da molti, e da altri mandati a memoria con grande studio, gli eventi della sua vita; e in ultimo, tutto il mondo civile sarà pieno del nome suo.

Eccetto se dalla malignità della sorte, o dalla sovrabbondanza stessa delle tue facoltà, non sarai stata continuamente impedita di mostrare agli uomini alcun proporzionato segno del tuo valore: di che non sono mancati per verità molti esempi, noti a me sola ed al Fato.


Anima. Madre mia, nonostante io sia ancor priva delle altre cognizioni, io sento tuttavia che il maggiore, anzi il solo desiderio che tu mi hai dato, è quello della Felicità.

Ora, secondo le tue parole, l'eccellenza della quale tu m'hai dotata, ben potrà essere utile al conseguimento della Gloria; ma non porta però alla Beatitudine, anzi tira violentemente all'Infelicità. Né pure alla stessa Gloria è credibile che mi conduca prima della morte, sopraggiunta la quale, che utile o che diletto mi potrà pervenire dai maggiori beni del mondo?

E per ultimo, può facilmente accadere, come tu dici, che questa così ritrosa Gloria, a prezzo di tanta Infelicità, non mi venga ottenuta in alcuna maniera, persino dopo la morte.

Di modo che, dalle tue stesse parole, io concludo che tu, invece di amarmi singolarmente, come affermavi a principio, mi abbi piuttosto in ira e malevolenza maggiore che non mi avranno gli uomini e la sorte mentre sarò nel mondo; poiché non hai esitato di farmi così calamitoso dono come è questa Eccellenza che tu mi vanti. La quale sarà l'uno dei principali ostacoli che mi vieteranno di giungere al mio solo intento, cioè alla Beatitudine.


Natura. Figliuola mia, tutte le anime degli uomini, come ti dicevo, sono assegnate in preda all'Infelicità, senza mia colpa. Ma nell'universale miseria della condizione umana, e nell'infinita vanità di ogni suo diletto e vantaggio, la Gloria è giudicata dalla miglior parte degli uomini il maggior bene che sia concesso ai mortali, e il più degno oggetto delle loro cure e delle loro azioni.

Per cui, non per odio, ma per vera e speciale benevolenza, io decisi di porgerti tutti gli aiuti che erano in mio potere al conseguimento di questo fine.


Anima. Dimmi: degli animali bruti, che tu menzionavi, è qualcuno fornito di minore vitalità e sentimento che gli uomini?


Natura. Cominciando dai vegetali, tutti gli esseri viventi sono in ciò, chi più chi meno, inferiori all'uomo; il quale ha maggior abbondanza di vita e maggior sentimento che alcun altro animale, per il fatto di essere di tutti i viventi il più perfetto.


Anima. Dunque infondimi, se tu m'ami, nell’essere più imperfetto; o se questo non puoi, spogliata delle funeste doti che mi nobilitano, fammi conforme al più stupido e insensato spirito umano che tu producessi in alcun tempo.


Natura. Di questa ultima cosa io ti posso compiacere; e lo farò; poiché tu rifiuti l'immortalità, verso la quale io t'avevo indirizzata.


Anima. E in cambio dell'immortalità, ti prego di accelerarmi la morte il più che si possa.


Natura. Di questo conferirò col Destino.

 

 

 

Maveko

评论 (1)

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lpgrazia发表:
bellissima...anche se Leopardi era un po troppo pessimista nn aveva forse ragione??
veniamo creati, ma chi ci crea nn si avvede della nostra condizione..la Natura segue i suoi movimenti, i suoi percorsi...e se in qsti percorsi procura infelicità all'uomo...beh...nn è un suo problema...anche se l'uomo nn ha chiesto di esistere...
 
 
a presto mitico!!!
 
10 月 27 日

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